{"id":5267,"date":"2013-12-07T07:49:21","date_gmt":"2013-12-07T07:49:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.smartcityjournal.com\/?p=5267"},"modified":"2013-12-13T13:26:50","modified_gmt":"2013-12-13T13:26:50","slug":"5267","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/?p=5267","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<h3>In Sardegna un recupero con materiali naturali e luci a tecnologia LED<\/h3>\n<p>\u00a0<\/p>\n<div id=\"attachment_5268\" style=\"width: 190px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5268\" class=\"size-thumbnail wp-image-5268\" title=\"genziana 2\" src=\"http:\/\/www.smartcityjournal.com\/wp-content\/uploads\/genziana-2-180x130.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"130\" \/><p id=\"caption-attachment-5268\" class=\"wp-caption-text\">Arch. Genziana Fabiani<\/p><\/div>\n<p>Ci troviamo nel paese di San Gavino Monreale, nel Medio Campidano, nella zona Sud-Ovest della Sardegna. Qui la materia prima per costruire \u00e8 sempre stata la terra cruda. Si utilizza in forma di mattone, il <em>ladiri<\/em>, composto da argilla e paglia e lasciato ad essiccare al sole. Il centro storico di San Gavino \u00e8 costituito, per la maggior parte di case e palazzotti (<em>Palattu<\/em>) per l\u2019appunto costruiti in terra cruda.\u00a0 In questo luogo \u00a0c\u2019\u00e8 un esempio interessante \u00a0di recupero architettonico effettuato con materiali naturali e luci a led per la\u00a0 facciata delle &#8220;Ex Scuole Elementari&#8221; \u00a0sede del\u00a0 Comune di San Gavino <!--more-->Monreale e .di cui \u00e8 protagonista l\u2019Architetto Genziana Fabiani specializzata in progettazione sostenibile e\u00a0 membro dell\u2019Istituto Nazionale di Bioarchitettura della sezione di Firenze ed a cui abbiamo rivolto alcune domande su questo recupero.<\/p>\n<p>Ci pu\u00f2 descrivere l\u2019oggetto del recupero?<\/p>\n<p>L\u2019edificio \u00e8 situato ai margini della Piazza Marconi; Il prospetto principale, sulla piazza, \u00e8 caratterizzato da uno sviluppo simmetrico secondo l\u2019asse centrale verticale, con una disposizione speculare delle aperture che presentano un notevole sviluppo verticale. Arricchiscono il prospetto elementi decorativi quali: la fascia marcapiano, riquadri e lesenature attorno alle aperture e un frontalino al centro del prospetto che presenta fregi e la scritta \u201cScuole Elementari\u201d. I materiali utilizzati per la costruzione sono quelli tradizionali: basamento in pietra e muro in mattoni cotti e strutture orizzontali in legno. La facciata anteriore \u00e8 realizzata in pietra e laterizio e, la posteriore, in mattoni crudi. Le aperture presentano piattabande, archi a sesto ribassato e stipiti, il tutto realizzato in mattone pieno. Gli infissi lignei originari sono stati sostituiti da elementi dello stesso materiale. L\u2019edificio \u00e8 tuttora utilizzato dal Comune: il piano terreno \u00e8 adibito ad uffici amministrativi mentre il primo piano a sale di rappresentanza.<\/p>\n<p>Quali sono stati gli obiettivi del recupero?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0L\u2019intervento ha avuto come obiettivo il recupero dell\u2019aspetto originario della facciata principale dell\u2019edificio delle ex \u201cScuole Elementari\u201d. Tale facciata costituisce, tra l\u2019altro, il prospetto con la maggiore estensione sulla Piazza Marconi.\u00a0 Considerata la posizione del manufatto e la sua attuale funzione, che lo rende fruibile dalla popolazione, l\u2019obbiettivo \u00e8 stato\u00a0 recuperare il carattere di rappresentanza e monumentalit\u00e0 del prospetto, accentuato anche dalla scelta di usare l\u2019accesso principale alla sede Comunale dalla piazza ripristinando uno dei due ingressi delle ex \u201cScuole Elementari\u201d. Si \u00e8 potuto recuperare, cos\u00ec, la permeabilit\u00e0 dell\u2019edificio e contribuire alla \u201crivitalizzazione\u201d della piazza stessa.\u00a0 Il degrado riscontrato sul prospetto era dovuto, principalmente, alla non efficacia del sistema di deflusso delle acque meteoriche con effetti dirompenti sulla pittura e sugli intonaci. Anche gli elementi decorativi, soprattutto la zoccolatura, le due fasce marcapiano e il cornicione, realizzati in calcestruzzo, presentavano parziali distacchi.<\/p>\n<p>Si rendeva necessario intervenire anche sulle inferriate di protezione realizzate in ferro battuto e anche sui due portoni lignei in corrispondenza degli accessi all&#8217;edificio.<\/p>\n<p>La facciata presentava un\u2019uniformit\u00e0 cromatica che \u201cappiattiva\u201d e non metteva in risalto gli elementi decorativi caratterizzanti il prospetto. L\u2019effetto di questo \u201cappiattimento\u201d era riconducibile soprattutto alla scelta del colore, che, essendo molto chiaro e brillante non favoriva il \u201cgioco\u201d dato dal chiaroscuro che si genera quando una superficie, pi\u00f9 o meno uniforme, viene colpita dalla luce.<\/p>\n<p><strong>Cosa l\u2019ha spinta a studiare un effetto di luce sulla facciata?<\/strong><\/p>\n<p>Tenere in giusta considerazione l\u2019effetto che avrebbe avuto, sulla percezione del manufatto, un\u2019adeguata illuminazione notturna. Si \u00e8 scelto un tipo di luce radente la superficie muraria, in modo da poter mettere in evidenza gli elementi decorativi e dare profondit\u00e0 al prospetto anche nelle ore notturne, in assenza di luce naturale.<\/p>\n<p>Il progetto dell\u2019illuminazione della facciata ha previsto l\u2019utilizzo di un impianto con tecnologia LED di ultima generazione (Power LED) .Gli alloggiamenti sono stati integrati nel prospetto in modo da non essere visibili, La piazza presentava una illuminazione caratterizzata da corpi illuminanti non a norma riguardo l\u2019inquinamento luminoso e soprattutto eccessiva; si \u00e8 ritenuto pertanto importante perseguire la linea del risparmio energetico attraverso la sostituzione degli elementi illuminanti, recuperando nel contempo i pali esistenti e riducendo le lampade da 28 a 7 ottenendo risultati soddisfacenti.<\/p>\n<p>\u00a0immagini sotto diurne e notturne -prima e dopo il restauro<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5275\" title=\"diurne\" src=\"http:\/\/www.smartcityjournal.com\/wp-content\/uploads\/diurne-300x264.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/wp-content\/uploads\/diurne-300x264.jpg 300w, https:\/\/www.smartcityjournal.com\/wp-content\/uploads\/diurne-1024x901.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5274\" title=\"notturne\" src=\"http:\/\/www.smartcityjournal.com\/wp-content\/uploads\/notturne-300x279.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/wp-content\/uploads\/notturne-300x279.jpg 300w, https:\/\/www.smartcityjournal.com\/wp-content\/uploads\/notturne-1024x954.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Sardegna un recupero con materiali naturali e luci a tecnologia LED \u00a0 Ci troviamo nel paese di San Gavino Monreale, nel Medio Campidano, nella zona Sud-Ovest della Sardegna. Qui la materia prima per costruire \u00e8 sempre stata la terra cruda. Si utilizza in forma di mattone, il ladiri, composto da argilla e paglia e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12,6,5,42],"tags":[796,794,795,797],"class_list":["post-5267","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-abitare-green","category-energia","category-news","category-sardegna","tag-bioarchitettura","tag-genziana-fabiani","tag-san-gavino-monreale","tag-studiofabiani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5267","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5267"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5267\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5267"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5267"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5267"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}