{"id":773,"date":"2011-08-16T20:25:53","date_gmt":"2011-08-16T20:25:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.smartcityjournal.com\/?p=773"},"modified":"2011-08-16T20:25:53","modified_gmt":"2011-08-16T20:25:53","slug":"773","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.smartcityjournal.com\/?p=773","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<h3><strong>I risultati di Goletta Verde 2011<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Due mesi di navigazione e 40 tappe per contrastare l\u2019Italia delle libert\u00e0 che minacciano il Mare Nostrum: la libert\u00e0 di inquinare le acque, di cementificare le coste e di trivellare i fondali marini. <\/strong>Un lungo viaggio per fare informazione sullo stato di salute del mare e delle coste italiane e per la promozione di buone pratiche<strong>. <!--more-->Si \u00e8 concluso oggi il tour 2011 di Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente, che anche quest\u2019anno ha eseguito il monitoraggio dell\u2019inquinamento microbiologico delle acque del Belpaese<\/strong>, causato dall\u2019assenza di depurazione per ben 18 milioni di cittadini a ormai 35 anni dall\u2019approvazione della legge Merli, la prima sul trattamento delle acque reflue. <strong>I risultati si commentano da soli: 146 i punti critici disseminati lungo il territorio nazionale, praticamente uno ogni 51 km di costa, l\u201980% dei quali \u00e8 risultato fortemente inquinato. Sotto i riflettori, ancora una volta, l\u2019emergenza foci: 112 sono infatti quelle risultate <em>off limits<\/em> a conferma che il problema della mancata depurazione riguarda in primo luogo i comuni dell\u2019entroterra. L\u2019Oscar dell\u2019inquinamento va alla regione Calabria, dove oltre il 60% dei cittadini scarica a mare reflui non depurati a norma di legge, seguita da Campania e Sicilia. <\/strong>Ad illustrare nella conferenza stampa finale il resoconto della ventiseiesima edizione di Goletta Verde, realizzata anche grazie al contributo del <strong>Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, di\u00a0 Corepla, Consorzio Ecogas e Novamont, <\/strong>oggi erano presenti <strong>Stefano Ciafani,<\/strong> responsabile scientifico nazionale di Legambiente, <strong>Angelo Gentili, <\/strong>segreteria nazionale di Legambiente, <strong>Andrea Di Stefano, <\/strong>responsabile relazioni istituzionali di Novamont, e<strong> Luigi Bellumori,<\/strong> Sindaco del Comune di Capalbio, <strong>a cui \u00e8 stata consegnata la bandiera con le 5 vele di Legambiente e Touring Club Italia, il massimo riconoscimento assegnato alle amministrazioni che coniugano al meglio qualit\u00e0 del territorio, dei servizi e politiche di tutela e sostenibilit\u00e0<\/strong>.<strong> <\/strong><\/p>\n<p>\u201cScarichi fognari illegali, cementificazione selvaggia delle coste e progetti energetici basati sulle fonti fossili sono i principali nemici del mare italiano &#8211; dichiara <strong>Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente<\/strong> -. Serve un <em>green new deal<\/em> per la tutela delle coste e per il rilancio dell\u2019economia turistica del Belpaese, fondato sulla realizzazione di opere pubbliche davvero utili alla collettivit\u00e0. Si devono aprire nuovi cantieri per realizzare i depuratori per quel 30% di cittadini che ne \u00e8 ancora sprovvisto, per migliorare un sistema fognario inadeguato a fronteggiare i picchi turistici estivi, per abbattere a colpi di tritolo gli ecomostri di cemento che deturpano le coste. Per non aggravare una situazione gi\u00e0 complicata si abbandonino anche progetti insensati come la svendita ai privati delle spiagge con pericolosi diritti di superficie, la corsa alle trivellazioni <em>off shore<\/em> di petrolio o le ricorrenti proposte di condono edilizio, che costituiscono solo una seria ipoteca per la tutela dell\u2019ecosistema\u00a0 marino e costiero, alla base del turismo di qualit\u00e0, sempre pi\u00f9 importante per il Pil del nostro Paese\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>A proposito di libert\u00e0 di inquinare<\/strong>, <strong>l\u2019oscar degli scarichi fognari non depurati va alla Calabria, seguita a ruota da Campania e Sicilia,<\/strong> che si confermano ancora una volta le tre regioni pi\u00f9 afflitte dal problema dell\u2019inquinamento microbiologico, principalmente causato da un inesistente o inadeguato sistema di depurazione. Con rispettivamente 20, 19 e 16 punti critici emersi dalle analisi del laboratorio mobile di Goletta Verde, queste tre regioni, nonostante l\u2019indiscutibile bellezza dei loro litorali, si distinguono a livello nazionale per presenza di scarichi illegali o impianti non a norma o mal gestiti. <strong>Le regioni dal mare pi\u00f9 cristallino <\/strong>sono risultate invece la <strong>Sardegna<\/strong>, dove si \u00e8 registra un punto critico ogni 346 km di costa, e la <strong>Puglia<\/strong>, una criticit\u00e0 ogni 96 km.<\/p>\n<p><strong>Il monitoraggio scientifico di Legambiente conferma il preoccupante quadro che emerge dalla procedura di infrazione europea nei confronti dell\u2019Italia per il mancato rispetto della normativa comunitaria sulla depurazione degli scarichi fognari<\/strong>. Il maggior numero di Comuni italiani con oltre 15 mila abitanti che non si sono adeguati entro il 31 dicembre 2000 alla direttiva europea 1991\/271\/CE sul trattamento delle acque reflue urbane si trovano proprio in queste 3 regioni, dove si contano ben 134 comuni medio grandi senza depuratore sul totale dei 168 rilevati dalla Commissione europea in tutta Italia (sono 90 in Sicilia, 22 in Calabria e Campania).<\/p>\n<p>Per quanto concerne <strong>la libert\u00e0 di cementificare le coste,<\/strong> si apre un altro triste capitolo: <strong>nel nostro paese, sono infatti ben 3.495 le infrazioni per abusivismo edilizio sul demanio accertate dalle forze dell\u2019ordine solo nel 2010, quasi 10 reati al giorno. <\/strong>Anche in questa poco onorevole classifica il podio \u00e8 occupato da Sicilia (682 infrazioni), Calabria (665) e Campania (508), che rappresentano insieme il 53% del totale nazionale dei reati sul cemento illegale.<\/p>\n<p><strong>Non solo, in queste tre regioni insistono anche quattro dei cinque ecomostri <\/strong><strong>simbolo dell\u2019Italia sfregiata dal cemento abusivo, censiti da Legambiente, da abbattere al pi\u00f9 presto<\/strong>: le ville mai finite costruite dalla mafia con la complicit\u00e0 della pubblica Amministrazione a Pizzo Sella, la \u201ccollina del disonore\u201d di Palermo; le 35 ville abusive di Capo Colonna a Crotone che, nonostante una sentenza di confisca, sfregiano l\u2019area archeologica; l\u2019albergo di Alimuri a Vico Equense sulla penisola sorrentina; le \u201cvillette degli assessori\u201d sulla spiaggia di Lido Rossello a Realmonte nell\u2019agrigentino. A completare il quadro della <em>top five<\/em> da abbattere al pi\u00f9 presto il villaggio abusivo di Torre Mileto nel comune di Lesina (Fg) in Puglia.<strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma il cemento sulle coste non dilaga solo al Sud, ma anche al Centro e al Nord, dove prende le vie legali della speculazione edilizia, delle mega opere portuali e della bolla affaristica delle seconde e terze case.<\/strong> Il <strong>Veneto<\/strong>, con progetti di nuove darsene, porti turistici e urbanizzazioni sulla costa in provincia di Venezia, il <strong>Friuli Venezia Giulia<\/strong>, con l\u2019espansione urbanistica che riguarda la citt\u00e0 di Grado (Go), ma anche le <strong>Marche<\/strong> e <strong>l\u2019Emilia Romagna<\/strong>, con la cementificazione costiera passata e recente<strong>, <\/strong>o il<strong> Lazio<\/strong>, con il nuovo porto a Fiumicino (Rm), pagano sotto forma di ulteriore consumo di suolo il cospicuo prezzo della bramosia di costruttori ed amministrazioni spesso compiacenti.<\/p>\n<p><strong>Ad aggravare una situazione gi\u00e0 preoccupante la proposta del cosiddetto \u201cdiritto di superficie\u201d<\/strong>, inizialmente prevista e poi stralciata dal Decreto Sviluppo e ora di nuovo in discussione nell\u2019ambito del disegno di legge Comunitaria, che rischierebbe di alimentare ancor di pi\u00f9 la colata di cemento sulle coste italiane.<\/p>\n<p><strong>La terza libert\u00e0<\/strong> contro cui si \u00e8 schierata Goletta Verde nella sua edizione 2011 \u00e8 stata quella <strong>di<\/strong> <strong>trivellare petrolio dai fondali marini<\/strong>. Accanto a inquinamento da scarichi non depurati e cemento legale e illegale, i tradizionali nemici del mare italiano, la minaccia pi\u00f9 recente \u00e8 costituita proprio dalle nuove trivellazioni proposte dalle societ\u00e0 petrolifere.<strong> Il mare italiano \u00e8 vittima di un vero e proprio assedio: sono 25 i permessi di ricerca gi\u00e0 rilasciati al 31 maggio 2011 al fine di estrarre idrocarburi dai fondali marini, per un totale di quasi 12mila kmq a mare, pari ad una superficie di poco inferiore alla regione Campania<\/strong>. Ben 12 permessi riguardano il canale di Sicilia, 7 l\u2019Adriatico settentrionale, 3 il mare tra Marche e Abruzzo, 2 in Puglia e 1 in Sardegna. <strong>Se ai permessi rilasciati, sommiamo anche le aree per cui sono state avanzate richieste per attivit\u00e0 di ricerca petrolifera, l\u2019area coinvolta diventa di 30mila kmq, una superficie pi\u00f9 grande della regione siciliana<\/strong>. Nel dettaglio, <strong>le aree di mare oggetto di richiesta di ricerca sono 39<\/strong>: 21 nel canale di Sicilia, 8 tra Marche, Abruzzo e Molise, 7 sulla costa adriatica della Puglia, 2 nel golfo di Taranto, e 1 nell\u2019Adriatico settentrionale. Ma <strong>il gioco non vale la candela<\/strong>: <strong>agli attuali tassi di consumo<\/strong> (<strong>73,2 milioni di tonnellate nel 2010) le riserve di petrolio presenti nei fondali marini &#8211; pari a 11 milioni di tonnellate secondo il Ministero dello Sviluppo economico &#8211; verrebbero esaurite in meno di 2 mesi. Se al petrolio presente sotto al mare, sommassimo anche quello estraibile dalla terraferma, le riserve stimate aumenterebbero a 187 milioni di tonnellate e verrebbero consumate in soli 30 mesi, cio\u00e8 in 2 anni e mezzo. <\/strong>Si tratterebbe quindi di un assalto del tutto insensato che garantirebbe solo ricchi utili alle societ\u00e0 petrolifere, senza tener conto non solo dei rischi per il turismo costiero e la pesca in caso di incidente, ma anche del nuovo modo di produrre energia che deve sostituire quanto prima le fonti fossili.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La libert\u00e0 di estrarre petrolio in mare viene facilitata anche da norme \u201cad trivellam\u201d per allentare le maglie ai divieti imposti dal ministro Prestigiacomo la scorsa estate dopo il disastro causato dalla piattaforma petrolifera della BP nel Golfo del Messico<\/strong>. Lo scorso 1 agosto \u00e8 stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto di recepimento della direttiva sulla tutela penale dell\u2019ambiente che, senza alcun pudore, contiene anche un comma che in realt\u00e0 permette di aggirare il divieto alle attivit\u00e0 di ricerca, prospezione ed estrazione di idrocarburi in mare per il <strong>Golfo di Taranto<\/strong>. Di fatto, il comma rende nuovamente possibile svolgere attivit\u00e0 di ricerca all\u2019interno del golfo, proprio quando tutte le istanze presenti in quest\u2019area erano in fase di rigetto, visti i nuovi vincoli fissati nell\u2019estate del 2010. Sempre in favore delle compagnie petrolifere \u00e8 attualmente in discussione in Parlamento anche un altro disegno di legge che prevede la\u00a0<strong>&#8220;Delega al governo per l&#8217;adozione del testo unico delle disposizioni in materia di prospezione ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi&#8221;<\/strong>. Un provvedimento di semplificazione dell\u2019iter autorizzativo che esclude qualsiasi motivazione di carattere ambientale, gi\u00e0 bocciato all\u2019unanimit\u00e0 dalla Commissione Ambiente del Senato\u00a0nei primi giorni di luglio grazie a un parere non vincolante, che ci auguriamo non arrivi all\u2019approvazione.<strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il viaggio appena concluso di Goletta Verde \u00e8 servito anche per premiare le esperienze pi\u00f9 positive per la tutela del mare e delle coste<\/strong>. Sotto questo punto di vista, si distinguono positivamente la <strong>Sardegna, la Puglia e la Toscana, <\/strong>le tre regioni pi\u00f9 premiate dalle vele della <strong><em>Guida Blu 2011<\/em><\/strong> di <strong>Legambiente<\/strong> e <strong>Touring Club Italiano<\/strong>, la bussola per le vacanze di qualit\u00e0 che anche quest\u2019anno ha segnalato le migliori localit\u00e0 di mare per trascorrere una vacanza all\u2019insegna di natura e acqua pulita, ma anche eccellenze enogastronomiche, paesaggi mozzafiato, luoghi d\u2019arte e ambiente tutelato. <strong>In particolare, queste regioni spiccano per la conquista delle 5 vele, massimo punteggio attribuito dalla Guida Blu. <\/strong>La Sardegna si conferma la regione con la media pi\u00f9 alta di vele (3,5) migliorata ancora rispetto a quella dell\u2019anno scorso (3,4) e vede anche una nuova entrata nella rosa delle 5 vele, Villasimius (Ca) che si aggiunge a Posada (Nu), Bosa (Nu) e Baunei (Og). Stabili la Toscana e la Puglia che, rispettivamente, si aggiudicano le 5 vele in 3 e 2 localit\u00e0, Capalbio (Gr), Castiglione della Pescaia (Gr), Isola di Capraia (Li), Ostuni (Br) e Otranto (Le).<\/p>\n<p><strong>Al Comune di Capalbio<\/strong> le 5 vele sono state assegnate per il percorso di rispetto e tutela della fascia costiera, grazie anche a un percorso didattico divulgativo sulla duna costiera per sensibilizzare ed educare studenti, cittadini e turisti sul rispetto del sistema dunale: sotto il punto di vista della mobilit\u00e0 sostenibile da sottolineare il progetto per la realizzazione di una ciclabile litoranea. L\u2019amministrazione sta puntando inoltre all\u2019indipendenza energetica grazie alla diffusione delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico, progettando tra le altre cose la realizzazione di tetti fotovoltaici su edifici comunali, serre fotovoltaiche e la costruzione di un parco energetico per la didattica. Tra le altre iniziative, la promozione e la valorizzazione dei prodotti tipici locali tramite manifestazioni e mercati a km zero, e il potenziamento della capacit\u00e0 di depurazione grazie anche al sostegno del Ministero dell\u2019Ambiente e della tutela del territorio e del mare.<\/p>\n<p><strong>Quest\u2019anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati \u00e8 stato <em>Main Partner<\/em> della storica campagna estiva di Legambiente.<\/strong> La difesa dell\u2019ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi dell\u2019azione del Consorzio. L\u2019olio usato \u00e8 ci\u00f2 che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. Se eliminato in modo scorretto, questo rifiuto pericoloso pu\u00f2 danneggiare l\u2019ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un\u2019auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come un campo di calcio A contatto con l\u2019acqua, l\u2019olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Con la propria attivit\u00e0 di comunicazione\u00a0 COOU cerca di modificare i comportamenti scorretti di chi crede che piccole quantit\u00e0 di olio lubrificante disperse nell\u2019ambiente provochino poco inquinamento.<\/p>\n<p><strong>IL MONITORAGGIO DI GOLETTA VERDE 2011 SUI PUNTI CRITICI DEL MARE ITALIANO<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\"><strong>REGIONE<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\"><strong>PUNTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>CRITICI<\/strong><\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\"><strong>DI CUI<\/strong><\/p>\n<p><strong>FORTEMENTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>INQUINATI<\/strong><\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\"><strong>TOT<\/strong><\/p>\n<p><strong>KM<\/strong><\/p>\n<p><strong>DI COSTA<\/strong><\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\"><strong>UN PUNTO CRITICO<\/strong><\/p>\n<p><strong>PER KM DI COSTA<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\"><strong>FOCI<\/strong><\/p>\n<p><strong>AD<\/strong><\/p>\n<p><strong>ALLARME ROSSO<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">CALABRIA<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">20<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">20<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">714<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">35,7<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">16<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">CAMPANIA<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">19<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">17<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">470<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">24,7<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">15<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">SICILIA<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">16<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">15<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">1.484<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">92,8<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">11<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">LAZIO<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">14<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">11<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">361<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">25,8<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">LIGURIA<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">13<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">12<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">349<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">26,8<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">MARCHE<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">11<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">9<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">173<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">15,7<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">PUGLIA<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">9<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">4<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">865<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">96,1<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">ABRUZZO<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">9<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">7<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">126<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">14,0<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">EMILIA ROMAGNA<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">8<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">4<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">163<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">20,4<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">TOSCANA<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">7<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">5<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">601<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">85,9<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">SARDEGNA<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">5<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">5<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">1.731<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">346,2<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">VENETO<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">5<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">1<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">159<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">31,8<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">FRIULI VENEZIA GIULIA<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">5<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">2<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">112<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">22,4<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">MOLISE<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">3<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">3<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">35<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">11,7<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">BASILICATA<\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\">2<\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\">2<\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\">62<\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\">31,0<\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\">1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\"><strong>TOTALE<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\" valign=\"bottom\"><strong>146<\/strong><\/td>\n<td width=\"20%\" valign=\"bottom\"><strong>117<\/strong><\/td>\n<td width=\"11%\" valign=\"bottom\"><strong>7.405<\/strong><\/td>\n<td width=\"19%\" valign=\"bottom\"><strong>50,7<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\" valign=\"bottom\"><strong>112<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table class=\"pagenav\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<th class=\"pagenav_next\"><a href=\"http:\/\/www.golettaverde.it\/diario-di-bordo\/1-news\/113-goletta-verde-di-legambiente-presenta-a-grado-i-dati-sullo-stato-di-salute-del-mare-del-friuli-venezia-giulia-.html\"><span style=\"color: #444444;\">Succ. &gt;<\/span><\/a><\/th>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I risultati di Goletta Verde 2011 Due mesi di navigazione e 40 tappe per contrastare l\u2019Italia delle libert\u00e0 che minacciano il Mare Nostrum: la libert\u00e0 di inquinare le acque, di cementificare le coste e di trivellare i fondali marini. 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