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 My city 

Ambiente, salute e benessere al centro di un nuovo modello urbano

Il Festival della Scienza appena concluso a Genova ha rappresentato anche l’occasione per approfondire il tema delle città del futuro. Due le tavole rotonde dedicate al tema

Si è concluso da pochi giorni a Genova, con un bilancio record di 210mila partecipanti, il Festival della Scienza. Nato per attirare il grande pubblico generalista e i giovani delle scuole, l’evento si è via via consolidato negli anni anche come forum di discussione di tematiche di stretta attualità scientifica, mettendo a confronto istituzioni di ricerca, studiosi e rappresentanti di istituzioni locali. E’ così che quest’anno anche il tema delle smart cities è diventato oggetto di dibattito, con due incontri organizzati nell’ambito del panel delle conferenze che hanno affrontato le sfide delle città del futuro da prospettive diverse.

Nel panel “Ricerca e salute, Promuovere stili di vita per il benessere dei cittadini” (Palazzo Ducale 26 ottobre) il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Andrea Lenzi è partito proprio dal tema delle città, inizialmente concepite come modelli virtuosi di convivenza e protezione, per avviare una riflessione sulla necessità di ripensare gli spazi urbani e renderli più sostenibili, vivibili e attenti alla salute dei cittadini.

“Le città, nate per offrire sicurezza, servizi e migliori condizioni di vita ai propri abitanti, nel tempo si sono trasformate in luoghi sempre più esposti a criticità ambientali e sanitarie”, ha affermato Lenzi. “Oggi inquinamento, cementificazione, traffico, attività industriali e ondate di calore rendono necessario ripensare profondamente il modello urbano, cercando un equilibrio tra sviluppo economico, tutela dell’ambiente e benessere delle persone”. La sfida, secondo Lenzi, consiste nel mettere a punto un modello di città sostenibile a 360 gradi, capace di coniugare qualità ambientale e salute pubblica: un obiettivo che richiede una collaborazione costante tra istituzioni e mondo della ricerca.

A consolidare questa visione, la Sindaca di Genova Silvia Salis ha richiamato l’importanza della ricerca nel tradurre la conoscenza in iniziative concretamente realizzabili per migliorare la vita dei cittadini, e ha aggiunto il valore dello sport per migliorare il benessere urbano: “Dal programma Sport Senior, dedicato all’attività motoria gratuita per i cittadini genovesi over 65, sono molte le iniziative dell’Amministrazione che pongono al centro lo sport come veicolo di salute e benessere”, ha affermato Salis “Anche per la mia storia personale di sportiva, credo che non esista uno strumento più potente per migliorare gli stili di vita delle comunità”.

Tra gli ambiti sui quali intervenire sono stati indicati l’architettura ecosostenibile, una migliore organizzazione della viabilità, la gestione delle risorse idriche e la valorizzazione del verde urbano. La tavola rotonda ha visto la partecipazione anche dell’Assessore alla Sanità della Regione Liguria Massimo Nicolò e della direttrice dell’Istituto per le tecnologie didattiche del Cnr Francesca Pozzi: hanno approfondito il ruolo dell’attività fisica nella prevenzione e nella tutela della salute, soffermandosi sulle strategie educative, sugli ambienti e sulle tecnologie che possono favorire comportamenti più salutari. Ad arricchire il panel, le testimonianze di Nicola Silvaggi (tecnico nazionale specialista del settore lanci dell’atletica leggera, già direttore tecnico della FIDAL e responsabile della Nazionale alle Olimpiadi di Pechino 2008), Sara Fantini (atleta italiana specializzata nel lancio del martello), e Lorenzo Tonetto (atleta paralimpico genovese specializzato nel lancio del disco e nel getto del peso).

E’ stata invece focalizzata su Genova come modello di città portuale l’incontro “Città portuali: informazioni, ricerche e soluzioni. Un dialogo tra ambiente e salute” (Palazzo Tursi, 28 ottobre), organizzato nell’ambito del ciclo La città in prospettiva – Genova e le Trasformazioni Urbane realizzato in collaborazione con il Comune di Genova.

La conferenza ha messo in luce da un lato il rapporto tra ambiente e salute nelle città portuali, con un approfondimento sulle pressioni esercitate dalle attività marittime, industriali e logistiche; dall’altro, la necessità di promuovere stili di vita più sani e sostenibili attraverso la ricerca scientifica, le politiche amministrative, l’educazione e l’innovazione. Genova, infatti, è una delle sei città incluse nel progetto nazionale di ricerca progetto “Salute, Porti, Inquinamento Ambientale” (SALPIAM),  finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del PNRR e dedicato ad approfondire il rapporto tra l’attività dei porti, l’inquinamento e la salute dei cittadini che vivono nelle città portuali attraverso la rilevazione di inquinamento atmosferico, inquinamento acustico,  effetti dell’esposizione agli inquinanti sulla popolazione residente e individuazione di soluzioni per ridurne l’impatto. Le altre città coinvolte nello studio sono Civitavecchia, Ancona, Bari, Brindisi, Piombino e Cagliari.

Il confronto, moderato dal giornalista Luca Carra, ha coinvolto Carla Ancona (epidemiologa del Servizio sanitario regionale del Lazio), Lucia Bisceglia (Direttrice Generale ff. dell’AReSS Puglia), Giorgio Cattani (responsabile della Sezione Monitoraggio della Qualità dell’Aria dell’ISPRA), ed Enrica Roccotiello (biologa responsabile del Laboratorio di Botanica Ambientale Applicata del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova).

Oltre a presentare le attività condotte nell’ambito del progetto in particolare a Genova  – dove sono stati installati otto strumenti di monitoraggio per analizzare le polveri sottili PM10 e identificarne le possibili origini, distinguendo il contributo delle attività portuali da quello del traffico e delle altre fonti di emissioni-  l’incontro ha affrontato il tema della resilienza, introducendo il concetto città adattiva.

Con riferimento al tema del verde pubblico, la prof.ssa Enrica Roccotiello ha affermato: “E’ noto che il verde è una componente fondamentale dell’ecosistema urbano, ma non esiste un modello unico, valevole per tutte le città”. “La città adattiva è quella che ‘capitalizza’ il verde a seconda delle proprietà delle piante che meglio si adattano al contesto di riferimento, secondo un approccio multifunzionale, che tiene conto del clima, delle necessità ambientali di un dato ecosistema, della popolazione che vi risiede eccetera. In questo modo il verde diventa anche uno degli strumenti di pianificazione che contribuisce a migliorare gli ecosistemi urbani”.

 


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